Mutango

Friday, August 15, 2008

Omelia sull'Assunzione

SOLENNITÀ DELL'ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

Parrocchia Pontificia di San Tommaso da Villanova, Castel Gandolfo
Martedì, 15 agosto 2006

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari Fratelli e Sorelle!

Nel Magnificat – il grande canto della Madonna ora ascoltato nel Vangelo – troviamo una parola sorprendente. Maria dice: "D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata". La Madre del Signore profetizza le lodi mariane della Chiesa per tutto il futuro, la devozione mariana del Popolo di Dio fino alla fine dei tempi. Lodando Maria la Chiesa non ha inventato qualcosa "accanto" alla Scrittura: ha risposto a questa profezia fatta da Maria in quell’ora di grazia.

E queste parole di Maria non erano solo parole personali, forse arbitrarie. Elisabetta aveva, come dice San Luca, gridato piena di Spirito Santo : "Beata Colei che ha creduto". E Maria, pure piena di Spirito Santo, continua e completa quello che ha detto Elisabetta, affermando: "Beata mi diranno tutte le generazioni". E’ una vera profezia, ispirata dallo Spirito Santo, e la Chiesa, venerando Maria, risponde a un comando dello Spirito Santo, fa ciò che deve fare. Noi non lodiamo Dio sufficientemente tacendo sui suoi santi, soprattutto su "la Santa" che è divenuta la sua dimora in terra, Maria. La luce semplice e multiforme di Dio ci appare proprio nella sua varietà e ricchezza solo nel volto dei santi, che sono il vero specchio della sua luce. E proprio vedendo il volto di Maria possiamo vedere più che in altri modi la bellezza di Dio, la sua bontà, la sua misericordia. Possiamo realmente percepire la luce divina in questo volto.

"Tutte le generazioni mi chiameranno beata". Noi possiamo lodare Maria, venerare Maria, perché è "beata", è beata per sempre. E questo è il contenuto di questa Festa. Beata è perché unita a Dio, vive con Dio e in Dio. Il Signore, nella vigilia della sua Passione, congedandosi dai suoi, ha detto: "Io vado a prepararvi, nella grande casa del Padre, una dimora. E ci sono molte dimore nella casa del Padre". Maria dicendo: "Sono la tua serva, sia fatta la tua volontà" ha preparato qui in terra la dimora per Dio; con corpo e anima ne è divenuta la dimora e così ha aperto la terra al cielo.

San Luca, nel Vangelo ora ascoltato, con diversi accenni fa capire che Maria è la vera Arca dell'Alleanza, che il mistero del Tempio – l’inabitazione di Dio qui in terra – è adempiuto in Maria. In Maria realmente abita Dio, diventa presente qui in terra. Maria diventa la sua tenda. Quello che desiderano tutte le culture – che cioè Dio abiti tra di noi – si realizza qui. Sant’Agostino dice: "Prima di concepire il Signore nel corpo, lo aveva già concepito nell’anima". Aveva dato al Signore lo spazio della sua anima e così è divenuta realmente il vero Tempio dove Dio si è incarnato, è divenuto presente su questa terra. E così, essendo la dimora di Dio in terra, in lei è già preparata la sua dimora eterna, è già preparata questa dimora per sempre. E questo è tutto il contenuto del dogma dell’Assunzione di Maria alla gloria del cielo in corpo e anima, espresso qui in queste parole. Maria è "beata" perché è divenuta – totalmente, con corpo e anima e per sempre – la dimora del Signore. Se questo è vero, Maria non solamente, non semplicemente ci invita all’ammirazione, alla venerazione, ma ci guida, mostra la strada della vita a noi, ci mostra come noi possiamo divenire beati, trovare la strada della felicità.

Sentiamo ancora una volta la parola di Elisabetta, completata nel Magnificat di Maria: "Beata Colei che ha creduto". Il primo e fondamentale atto per diventare dimora di Dio e per trovare così la felicità definitiva è credere, è la fede, la fede in Dio, in quel Dio che si è mostrato in Gesù Cristo e si fa sentire nella parola divina della Sacra Scrittura. Credere non è aggiungere una opinione ad altre. E la convinzione, la fede che Dio c’è non è una informazione come altre. Di molte informazioni, a noi non fa niente se sono vere o false, non cambiano la nostra vita. Ma se Dio non c’è, la vita è vuota, il futuro è vuoto. E se Dio c’è, tutto è cambiato, la vita è luce, il nostro avvenire è luce e abbiamo l’orientamento per come vivere. Perciò credere costituisce l’orientamento fondamentale della nostra vita. Credere, dire: "Sì, credo che Tu sei Dio, credo che nel Figlio incarnato sei Tu presente tra di noi", orienta la mia vita, mi spinge ad attaccarmi a Dio, ad unirmi con Dio e così a trovare il luogo dove vivere, e il modo come vivere. E credere non è solo un tipo di pensiero, un’idea; è, come già accennato, un agire, è una forma di vivere. Credere vuol dire seguire la traccia indicataci dalla Parola di Dio. Maria, oltre questo atto fondamentale della fede, che è un atto esistenziale, una presa di posizione per tutta la vita, aggiunge un’altra parola: "La sua misericordia si stende su quelli che lo temono". Parla, con tutta la Scrittura, del "timor di Dio". Questa è forse una parola che noi conosciamo poco o non amiamo molto. Ma "timor di Dio" non è angoscia, è tutt’altra cosa. Come figli, non abbiamo angoscia del Padre, ma abbiamo il timor di Dio, la preoccupazione di non distruggere l’amore sul quale è collocata la nostra vita. Timor di Dio è quel senso di responsabilità che noi dobbiamo avere, responsabilità per la porzione del mondo che ci è affidata nella nostra vita. Responsabilità di amministrare bene questa parte del mondo e della storia che siamo noi e così servire all’edificazione giusta del mondo, servire alla vittoria del bene e della pace.

"Ti chiameranno beata tutte le generazioni": questo vuol dire che il futuro, l’avvenire, appartiene a Dio, è nelle mani di Dio, che Dio vince. E non vince il drago, così forte, del quale parla oggi la prima Lettura, il drago che è la rappresentazione di tutti i poteri della violenza del mondo. Sembrano invincibili, ma Maria ci dice che non sono invincibili. La Donna - così ci mostrano la Prima Lettura e il Vangelo – è più forte perché Dio è più forte. Certo in confronto con il drago, così armato, questa Donna che è Maria, che è la Chiesa, appare indifesa, vulnerabile. E realmente Dio è vulnerabile nel mondo, perché è l’Amore e l’amore è vulnerabile. E tuttavia Lui ha il futuro in mano; vince l’amore e non l’odio, vince alla fine la pace.

Questa è la grande consolazione contenuta nel dogma dell’Assunzione di Maria in corpo e anima alla gloria del cielo. Ringraziamo il Signore per questa consolazione, ma vediamo anche questa consolazione come un impegno per noi di stare dalla parte del bene, della pace. E preghiamo Maria, la Regina della Pace, perché aiuti per la vittoria della pace, oggi: "Regina della Pace, prega per noi". Amen!

Saturday, July 12, 2008

PAROLA DI DIO

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La Liturgia di questa domenica ci invita a riflettere sulla Parola di Dio. La prima lettura ne mette in evidenza la grande efficacia. Il profeta Isaia, attraverso le belle immagini della pioggia e della neve, infatti, afferma che la Parola di Dio ha in sé una potenza straordinaria, per cui non è mai inutile, anzi è sempre efficace: “Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, (…), così sarà della parola uscita dalla mia bocca: non ritornerà a me senza effetto, senza aver operato ciò che desidero” (Is 5,10-11). Nel passo riportato dal Profeta, la Parola di Dio si identifica con la Volontà divina; essa ha in sé tale forza di trasformazione e di rinnovamento, che porta immancabilmente a termine tutto ciò che Dio desidera, per le vie anche più impensate. Malgrado tutti gli ostacoli posti dalla volontà dell’uomo e dalle forze infernali, nessuno riuscirà mai a infrangere i disegni di Dio.

Il Maestro divino, con la suggestiva parabola del seminatore raccontata dal Vangelo odierno, ci presenta il dramma della redenzione dell’uomo, come un mistero dove si intrecciano la grazia divina e la corrispondenza umana. Colpisce profondamente l’abbondanza generosa con cui il Salvatore distribuisce il seme della verità; da ciò si evince che nessun uomo viene escluso dalla grazia della salvezza. Il Signore non tiene conto se il terreno è buono o sfavorevole, se è adatto o meno alla seminagione, se è un terreno pieno di sassi o di spine. Egli non nega il seme della grazia neppure alle anime indurite nei peccati, né a quelle immerse negli affari di questo mondo o superficiali e distratte. L’amore misericordioso del Signore offre a tutti la salvezza e spera, fino all’ultimo istante, che anche il cuore più indurito e pieno di peccati possa trasformarsi in terreno fertile e produttivo.

Proponendo la parabola del seminatore, Gesù intende insegnare che l’efficacia della parola di Dio dipende dal modo con cui la si accoglie. Quale tremenda responsabilità per coloro che la rifiutano e la rendono inefficace per la propria anima. Nella parabola, Gesù parla di quattro tipi di terreno dove cade il seme della Parola di Dio: “Un parte del seme cadde sulla strada” (Mt 13,4). La strada è un terreno duro e arido dove nessun seme può germogliare e rappresenta la categoria di persone che hanno perso la fede. Oggi, purtroppo, viviamo in un’epoca in cui molti, giovani e adulti, non credono più in Dio, il loro cuore è chiuso alla grazia, per cui non si interrogano più sul senso della vita. “Un’altra parte cadde in luogo sassoso” (ivi, 5). Questo è il terreno delle anime superficiali. Hanno buone intenzioni, ricevono la grazia anche con gioia, però, al momento delle difficoltà, si scoraggiano, non perseverano, e così non danno frutto. “Un’altra parte cadde sulle spine” (ivi, 7). Il terreno con i rovi e le spine può essere rappresentato da coloro che hanno una eccessiva preoccupazione per il benessere, per i beni del mondo e le comodità della vita, cose che soffocano e non lasciano più il tempo per le realtà essenziali. C’è veramente da riflettere e pregare perché la grazia di Dio preservi i nostri cuori da simili rovine.

Finalmente, “un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto” (ivi, 8). Si diventa terra buona e fertile, quando si ha una grande fede per disporsi ad ascoltare il Signore, quando si è umili e docili per accoglierlo, e si sottomette la propria volontà a quella di Dio. Il modello più sublime di questo terreno fecondo è la Vergine Maria: col suo Fiat, ha accolto nel suo grembo verginale il Verbo di Dio, lo ha custodito con immenso amore, lo ha generato e dato al mondo come Salvatore. Anche il Santo del Gargano, seguendo il fulgido esempio di Gesù e della sua Santissima Madre, ha consumato la sua vita nello sforzo continuo di compiere nel modo più fedele e perfetto la santa Volontà di Dio. Egli era pienamente convinto che, per rendere fecondo il terreno della propria anima, non vi è mezzo più sicuro della piena conformità al volere del Signore; da essa, infatti, germogliano i frutti più mirabili di santità; e in essa il Santo cappuccino ha trovato la vera pace dell’anima, tutta la compiacenza e la gioia della sua vita, “Quanto è bello, o dilettissimo padre, - esclama il nostro Santo - il sapere vivere sotto le disposizione del Signore! Sento da questo rinascere sempre nuova forza (…); sento la persona invasa da una calma sovrumana, pur restando all’oscuro di tutto” (Epistolario I, p. 876-7). Esaminiamoci oggi com’è il terreno della nostra anima e impegniamoci a sradicare tutte le pietre e le spine che impediscono la crescita della buona semente. La Vergine Madre ci conceda la grazia di una piena corrispondenza alle grazie del Signore.

Saturday, July 05, 2008

soli Deo gloria

XIV domenica del Tempo Ordinario - Anno A PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator

bimbo1.jpg Colletta
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità della sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore...



LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Zc 9, 9-10
Ecco, a te viene il tuo re, umile.

Dal libro del profeta Zaccaria.
Così dice il Signore:
«Esulta grandemente figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino, un puledro figlio d'asina.
Farà sparire i carri da Efraim
e i cavalli da Gerusalemme,
l'arco di guerra sarà spezzato,
annunzierà la pace alle genti,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal fiume ai confini della terra».



Salmo Responsoriale Dal Salmo 144
Benedetto sei tu, Signore, umile re di gloria.


O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome.


Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all'ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.


Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.


Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.



Seconda Lettura Rm 8, 9. 11-13
Se con l'aiuto dello Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque fratelli, noi siamo debitori, ma non verso la carne per vivere secondo la carne; poiché se vivete secondo la carne, voi morirete; se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo, vivrete.



Canto al Vangelo Cf Mt 11,25
Alleluia, alleluia.
Benedetto sei tu, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del regno dei cieli.
Alleluia.



Vangelo Mt 11, 25-30
Io sono mite e umile di cuore.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse: « Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

Sulle Offerte
Ci purifichi, Signore, quest'offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.



Commento

"Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli" (Mt. 11,25).

Quali sono questi piccoli di cui parla Gesù? Non è difficile comprenderlo. Sono tutti coloro che con semplicità si riconoscono creature, figli di Dio. Sono i "puri di cuore" delle Beatitudini, che nella povertà della loro "insipienza" si aprono all'opera del Creatore in un atteggiamento di ascolto e di lode. Sono i poveri, che Matteo chiama beati, che stanchi ed oppressi, assetati della Verità, si rimettono totalmente nelle mani del Padre che con profondo amore viscerale "espande la sua tenerezza su tutte le creature" (Sal.144,9).
Sono i vuoti di sé per riempirsi di Lui.

Non e difficile comprenderlo ma è più difficile esserlo!

Quanti ostacoli nel nostro cuore e quanta mancanza di umiltà.

Gesù è il vero umile, il vero puro di cuore; egli è il primo piccolo e il primo bambino.

Benedetto XVI scrive che "le Beatitudini sono una biografia interiore di Gesù, il ritratto della sua figura, ma proprio per questo sono dei segnali che indicano la strada alla Chiesa e ad ogni fedele".

Lui, il Maestro, il Figlio in comunione piena con la Volontà del Padre ci insegna che il cuore puro vede Dio, che l'umile lo incontra e il semplice si ricolma di Lui.

Può la nostra radicata superbia portarci a questo?

Quando Gesù dice che Dio Padre ha nascosto le cose hai dotti ed ai sapienti non intende denigrare gli studiosi o coloro che lavorano per la scienza, ma chi fa del suo sapere un idolo e, gonfio della sua bravura, si fa artefice e giudice di scelte di vita che allontanano dalla Verità.

Molto spesso capita che iniziamo un pensiero, una frase riconoscendo che quel pensiero o quella frase sono dettate dallo "Spirito di Dio che abita in noi" come dice S.Paolo nella lettera ai Romani (Rm 8,9), ne siamo consapevoli e ne gioiamo, poi pian piano ce ne appropriamo e ciò che è di Dio lo facciamo passare per nostro, da lì un susseguirsi di rigonfiamenti dell'io che schiacciano e soffocano lo Spirito in noi e ci fanno perdere la centralità dell'essere.

"Chiunque si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato" (Lc.14,11).
La presunzione della mente e l'ambizione della volontà sono presenti quotidianamente nella nostra vita.
Alcuni si sentono giustificati davanti ai propri errori, altri non riescono ad andare oltre un'offesa subita, oppure c'è ancora chi fa di una virtù un piedistallo per essere considerati.
E' l'apparire dell'io che deforma l'uomo nella sua somiglianza con Dio. Ma l'uomo è fatto "per" Dio non "contro" Dio, come può trovare pace alienandosi nell'idolatria di se stesso?

La saggezza del semplice trova grazia nell'essere nella Grazia e agisce nella fede per mezzo dello Spirito in cui riposa, rimettendo in Lui tutte le sue preoccupazioni, le sue battaglie, i suoi limiti, il suo essere.
Diventa piccolo e umile per accogliere i segreti di Dio, per accogliere Gesù stesso, come Maria "umile ancella" che non si è lasciata sedurre dall'alto onore concessole da Dio, ma si è fatta sua "serva":
discepola perfetta si è messa a servizio di Dio e del prossimo.

Perché l'umiltà di cui parla Gesù è il servizio, è la sorella della carità, il chinarsi per prendere per mano chi è caduto, il lavare i piedi al fratello, alla sorella, dire per primo "ti voglio bene", dentro e fuori la Chiesa ma sempre in comunione con essa, per diventare grandi nell'Amore.


"Signore non si inorgoglisce il mio cuore

e non si leva con superbia il mio sguardo...

...io sono tranquillo e sereno

Come un bimbo svezzato..." (Sal.131)


Mirella, Paoletta, Edda

Friday, June 20, 2008

soli Deo gloria

Scritto da Elena, Paoletta e Mirella
O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annunzio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini, per essere riconosciuti da te nel giorno della tua venuta.

Prima Lettura Ger 20, 10-13
Il Signore ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Dal libro del profeta Geremia
Disse Geremia:
Sentivo le insinuazioni di molti:
«Terrore all'intorno!
Denunciatelo e lo denunceremo».
Tutti i miei amici spiavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori
cadranno e non potranno prevalere;
saranno molto confusi perché non riusciranno,
la loro vergogna sarà eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto
e scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di essi;
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.



Salmo Responsoriale Dal Salmo 68

Nel tuo grande amore rispondimi, o Dio.


Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono un estraneo per i miei fratelli,
un forestiero per i figli di mia madre.
Poiché mi divora lo zelo per la tua casa,
ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta.

Io innalzo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza;
per la grandezza della tua bontà, rispondimi,
per la fedeltà della tua salvezza, o Dio.
Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia;
volgiti a me nella tua grande tenerezza.


Vedano gli umili e si rallegrino;
si ravvivi il cuore di chi cerca Dio,
poiché il Signore ascolta i poveri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui acclamino i cieli e la terra,
i mari e quanto in essi si muove.



Seconda Lettura Rm 5, 12-15
Il dono di grazia non è come la caduta.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.
Fino alla legge infatti c'era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.


Canto al Vangelo Cf Gv 15,26b.27a
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito di verità mi darà testimonianza, dice il Signore,
e anche voi sarete miei testimoni.
Alleluia.


Vangelo Mt 10, 26-33
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non temete gli uomini poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».




Commento

“Poiché mi divora lo zelo della tua casa” (Sl. 69,10)

Chi proclama agli uomini l’annuncio della fede sa di essere “scomodo” e deve prepararsi a trovare opposizione e contestazione; chi porta testimonianza dell’Amore della Verità sa che si trova a dover far i conti con il rifiuto e tutto quello che ne può seguire.
E’ il rischio e la libertà dell’annunciatore, ma questo incute timore e paure.
E’ una paura esistenziale, quell’attimo di sbandamento che coglie l’uomo davanti al “fidati di Me…”.
Lo sa bene Geremia perseguitato e rifiutato. Egli per grazia di Dio prevedeva il dramma terribile che si sarebbe abbattuto sul popolo e Dio contava su di lui e sulla sua persona per avvertirlo e prepararlo e richiamare il popolo alla conversione, ma una simile predicazione è talmente inaccettabile che Geremia a malapena sfugge alla morte.

Come non comprendere le paure, i dubbi, la sofferenza interiore e la domanda spontanea: ”E poi? Che succederà?”, ma nonostante questo Geremia attinge forza e sicurezza dalla sua intimità con Dio, sa che il Signore è vicino a lui. Stando “da solo a solo con Dio” attinge coraggio e luce per la missione. Mettendosi in un ascolto profondo ed in un atteggiamento di colloquio filiale si prepara all’intervento di Dio al quale affida totalmente la sua vita.
E’ l’Amen di Maria davanti all’annuncio dell’Angelo: abbandonandosi totalmente a Dio a cui niente è impossibile, “Beata colei che ha creduto” (Lc.1,45), Maria ne è la realizzazione più perfetta.
E’ l’obbedienza di Abramo che partì lasciando la sua terra senza sapere dove andava, fidandosi in tutto di quel Dio che l’aveva chiamato e per questa fede forte, dice S.Paolo, Abramo divenne “padre” dei credenti. (Rm. 4.17-18)
E’ l’ “Eccomi Signore io vengo per fare la Tua Volontà” (Sl.40) di ogni profeta e di ogni apostolo di tutti i tempi fino ai nostri giorni, che hanno testimoniato perseveranti, combattendo la umana battaglia (1Tm.1,18-19) per portare la Parola, per diffondere la Chiesa.

La fede in se ha bisogno di essere comunicata e quindi ci spinge ad andare verso i fratelli illuminati da Gesù, nonostante le difficoltà e le incognite.
Diceva Don Andrea Santoro: ”C’è solo una via, quella che porta alla Luce passando per il buio, che porta alla Vita facendo assaporare l’amaro della morte. Si diventa capaci di salvezza solo offrendosi perché il male del mondo va portato e il dolore condiviso”.
Cristo Gesù ha fatto tutto questo per noi vincendo il peccato e la morte, e donandoci la salvezza eterna ha ridato al Padre tutti noi che come figli possiamo dire di possedere quella perla preziosa per cui si vende tutto ciò che si ha (Mt. 13,45-46); quel Regno di Dio che è Dio stesso in noi e che ci rende liberi di presentarci ad ognuno senza paura di rendere testimonianza del nostro Credere, con il fuoco dello Spirito Santo che brucia in noi e negli altri quell’inquinamento spirituale che viene dalla perdita della dignità dell’uomo, ferito nel suo io più profondo; condizionato dal “tutto è relativo” di una società che ha cessato di porre attenzione all’uomo in quanto persona e creatura e che invece lo considera "prodotto", "numero" o delirio onnipotente.

C’è bisogno quotidianamente di ri-imparare l’amore, c’è bisogno di denunciare apertamente il male, senza violenza, con la mitezza di cui parla Gesù (Mt.11,29). Umiltà e verità vanno per mano, così facendo si testimonia non solo con le parole ma anche con l’atteggiamento del cuore, perché annunciare Cristo significa soprattutto testimoniarlo con la vita.
E questo è il modo più efficace, vivere coerentemente il Vangelo in ogni attimo della nostra vita, nelle nostre storie, nelle nostre scelte, sapendo che gli altri ci guardano e, come diceva Giovanni Paolo II: “Il mondo ha bisogno di testimoni credibili, che si sentono responsabili della trasformazione della realtà sociale, politica, economica e culturale”.
Forse possiamo essere chiamati a grandi cose, o forse a piccoli gesti di testimonianza, non importa perché il corpo di Cristo è fatto di tante membra piccole e grandi, ma tutte preziose e protette dal Padre, che consola e incoraggia i suoi figli a fidarsi alla sua Provvidenza amorosa.
Lui sa quanto lo scoraggiamento può paralizzare il cuore, quanto la paura ci rende preda del nemico, di colui che gioca e ride sulla povertà dell’uomo, di colui che vuole portarci alla disperazione per mancanza di fede.
Non scoraggiatevi anche se è buio in torno: “Di notte è più bello attendere la luce” cantava Rostand.
“Non abbiate paura” ripeteva Giovanni Paolo II nei suoi incontri con i giovani.
Martin Luther King diceva: “La sofferenza immeritata è redentiva. Vi sono alcuni che considerano la croce come ostacolo, altri una follia. Io sono convinto che essa è la potenza di Dio per la salvezza sociale e individuale. In un mondo buio e confuso il Regno di Dio può ancora trionfare nel cuore degli uomini”.
E allora coraggio “non temere piccolo gregge” dice Gesù (Lc12,32), sveliamo il Volto del Padre, il Volto dell’Amore a tutta l’umanità ed a noi stessi ricordando che chi vive a braccia aperte forse è più esposto ma ha tanta gente da abbracciare,
con Amore e nella Verità.


Elena, Paoletta e Mirella


Tuesday, June 17, 2008

As prostitutas da minha terra - Fefe Varanda

Bélgica - Certamente, os leitores já ouviram falar ou até mesmo conhecer alguém que ganha a vida exercendo a prostituição. Muitos a consideram, a profissão mais antiga do mundo, outros ainda, como vida fácil.

Porém, o critério de a considera-la," Vida Fácil", não pode ser absoluto, mas sim relativo. Analisando as enumeras causas que arrastam muitas jovens a dedicaram-se a prostituição. Defino resumidamente a prostituição como; a troca de favores sexuais por dinheiro, bens matérias ou outros serviços.

"Governantes criminosos e amantes as meras prostitutas

Bens matérias? Sim, porque as prostitutas da minha terra também são pagas por bens matérias, pois para muitas, desta forma o negócio prospera melhor.

Importa no entanto distinguir as que prestam o serviço em troca de pagamento na hora "cash", por aquelas que exercem a prostituição por pagamento de bens matérias ou outros serviços; (viagens, empregos, bolsa de estudo, patrocínios, etc), a que chamaria, prostitutas de luxo.

Contrariamente daquelas prostitutas da minha terra que ficam a beira das estradas ou nas esquinas, a espera de clientes que passam e repassam, as supostas prostitutas de luxo da minha terra, algumas aparecem já acompanhadas ou <> pelos poderosos, ou seja, aqueles que muito recentemente, Bob Geldof os apelidou de; "governantes criminosos" . Sim, porque somente estes, fruto dos seus crimes têm a possibilidade de oferecer os tais serviços especiais, as prostitutas de luxo da minha terra.

Ouve-se diariamente no jornal " muximbo " que o chefe, (presidentes, ministros, generais, directores) ofereceu vivenda, apartamento, carro, viagem, bolsa de estudo, patrocínios, a sua amante.

Que amante que...? Estas supostas amantes não passam de meras prostitutas. Muitas delas como referia acima, têm o privilégio de aparecem acompanhadas com o tal, em locais publicamente restrito. Outras as <> são encontradas pura e simplesmente no local sigilosamente combinado, (hotéis, pensões, apartamentos e por ai a fora...), para não comprometer a vida social e profissional do tal apelidou, "governante criminoso".

Muitas das prostitutas de luxo da minha terra até fazem parte de famílias íntegras, educadas, assimiladas, mas sem grandes recursos financeiros e matérias para satisfazer seus caprichos. Algumas, são estudantes do nível médio, pré e universitário, miss, funcionarias do estado ou privado, artistas, comerciantes, (...).

As prostitutas de luxo da minha terra, têm vida e dão vida as suas famílias, ou mesmo aos seus maridos ou namorados. Porque muitas delas, além de serem prostitutas dos tais apelidados "governantes criminosos", são casadas ou compartilham uma vida sentimental com outro/os, o " chulo passivo ou activo ", ou como muitos preferem, "o gostoso e o gostoso".

Outras, porém, têm a sorte de se tornarem esposas dos tais, uma vez que têm mais atenção, procurando ser mais carinhosas sexualmente, brindada com uma beleza física excepcional.

A prostituição, não é nada vida fácil, uma vez que muitas mulheres encontram nela, a única ou ultima chance para sobreviver, principalmente na minha terra, onde há escassez de emprego. E os poucos que aparecem são canalizados pelos apelidados "governantes criminosos", que para favorecere-las, impõem as suas regras indecentes, invadindo desta forma a integridade física e moral das mulheres da minha terra.

A sociedade da minha terra, deve estar em alerta, quanto ao presente e ao futuro da nação. Este e outros mal, devem ser, primeiramente assumidos e posteriormente abordados, discutidos e encontrar fortes mecanismos para o combater.

* Fefe Varanda
Fonte: Club-k


Visto: 646 | Imprimir

Comentários (10)

Fefe Varanda,o meu respeito pela forma tâo frontal e realista como abordas esta questâo.É preocupante o aumento deste fenómeno,que infelizmente tem encontrado terreno fertíl,porque por mais incrível que pareca,ainda conta com a cúmplicidade de alguns governantes de meia-tigela,os tais sem eira e nam beira que temos vindo a aturar e ninguém ainda sabe até quando.Por vezes aparecem e gritam em voz alta: ( que se sentem indignados ),mas fingem nâo verem a exclusâo social que dá origem á prostituicâo e marginalidade.É verdade,este fenómeno tem dominado e tomado conta de muitas das nossas irmâs e irmâos,pois também existem os prostitutos.Infelizmente, os que deviam impedir o crescimento da exclusâo social,nada fazem e por mas incrivél que pareca ,ainda acabam por camuflar e até proteger,enquanto lá vâo satisfazendo os seus apetitosos caprichos.Meu caro Varanda ,é esta a tristte realidade da opressâo económica,desigualidade e injustica social que vivemos naquele que é hoje,considerado o maior produtor de petróleo de Africa.Gostei e julgo ser um artigo,para grande reflexâo.Em tempos um grande e velho amigo me tivera dito: ( O governo já nâo perde tempo em refletir nada!)Por vezes chego também á esta triste conclusâo.
Visitante
F.Vumby (Berlin )
as prostitutas da minha terra
é isto aí rapaz!...
o que me preocupa é o silencio dos bons
luther king...............
Visitante
kieleka
falta de trabalho ma fefas
fefe se voçe nao tem trabalho vai no fadista tomar os teus copos. voçe esta sempre na banda e te metes com essas gajas agora estais a escrevercontra as moças que te safam quando estais na banda? hahahahaha isto é brincadeira. voçe é o maior tesudo da belgica e do club -k . escreve quando estais serio ,nao quando ja passates nas jupiller.
Visitante
anonimo
Miseria
Grande artigo...tens toda razao isso acontece por causa das condiçoes do país e as nossas irmãs precisam de viver..
mas convem nao falrmos em governantes porque isso nao temos no nosso país, os Angolanos apenas têm um grupo de pessoas que lutam por interesss proprios e de uma forma que humilham o su povo( seremos nós eu povo?)
Visitante
Quibala
alguém disse algo profundo neste forum
;) o que me preocupa é o silencio dos bons
:( o que me preocupa é o silencio que me preocupa é o silencio dos bons o dos bons :o que me preocupa é o silencio dos bons upset :(
Visitante
mandachuva
alguém disse algo profundo neste forum
Gostei do artigo e é pura verdade e os nossos governantes aumentam e ajudam fortemente neste tipo de prostituicão luxuosae por vezes tirando valor as suas próprias esposas meramente são as mulheres para lazeres e muito mais. Na europa tabem temos esse tipo de mulheres que deve ser combatido porque mancha todas as mulheres angolanas. É verdade que cada um tem a sua vida rivada e deve ser respeitada e é claro que este tipo vida à nível mundial nunca foi respeitado e é ousado como bom porte e respeitado, este tipo de vida é sempre com má reputacão. Há muitos tipos de prostituicão, bares alternes, bordeis, cadas privadas, hotéis e até nos ministérios e empresas há este tipo de pessoas que nunca foi visto a bom olhos diga-se. 8)
Visitante
Teresa
Politicos criminosos
O Fefe esqueceu de dizer que os nosso politicos tambem cometem crimes namorando as catorzinhas.

Meninas adolescentes e muitas delas menor de 18 anos de idade que muitos destes ministros as abusam por dificuldades financeiras....

A lei tera que actuar nestes casos e obrigalos a serem ideminizados.
Visitante
Patrice
Mal da Humanidade
:roll É sabido que desde o surgimento da civilização humana a prostiuição sempre esteve presente. Sejam civilizações antigas ou novas, pobres ou ricas todas, de uma forma ou de outra tiveram de encarar este problema e, olhando para o chamado mundo desenvolvido, a tendência tem sido a da adopção legal. Tendo isto em atenção questiono: qual o critério de avaliação para classificá-la de negativa ou positiva? É para ser combatida ou assumida e organizada? No meu ponto de vista, por mais que se queira não se conseguirá erradicar, pois se algumas pessoas fazem dela um meio de "sobrevivência", outras de divertimento ou prazer, outras ainda de ocupação dos tempos livres. O que está em causa já não a prática do acto mas sim a questão moral subjacente. O que se ofende? Quem sai prejudicado? Qual o custo benefício da actividade para a(o) prostituta(o) e para a sociedade? Sem ela teremos uma sociedade melhor ou pior?
Considero importantes as respostas à estas questões para o problema da prostiuição. Não sou a favor dela, mas sou contra toda atitude com vista o efeito e não a causa.
Visitante
SandTiger
Think... just keep thinking
...se costuma dizer(na minha terra) que, quando o homem deixa de PENSAR...ate' a agua ganha cor.Por isso, tenhamos conciencia das coisas por resolver...muito antes que seja demasiado tarde.
Visitante
Jacob Uige
10. 17-06-2008 15:36
(R)EVOLUCAO
ELEICOES EM ANGOLA ( 5 DE SETEMBRO 2008 )


GOVERNO ANGOLANO GARANTE QUE NAO HAVERA REGISTO ELEITORAL DE ANGOLANOS RESIDENTES NO ESTRANGEIRO .


A diaspora angolana residente no estrangeiro diz : O VOTO é UM DIREITO E LUTAR POR ELE UM DEVER ! UM POVO SE VOTO é UM POVO SEM VOZ !


Angolanos residentes no estrangeiro e amigos do povo angolano ! Aqui vai o nosso apelo para se mobilizarem e manifestarem na porta das embaixadas e consulados de Angola no mundo !
Façam o pedido nas prefeituras para a autorizaçao e metermos em pratica uma manifestaçao pacifica de protesto contra a decisao e atitude injusta do governo angolano.



POR UMA ANGOLA VERDADEIRAMENTE LIVRE E DEMOCRATICA ------ QUEREMOS VOTAR !

PAZ PARA ANGOLA DE CABINDA AO CUNENE !


VIVA ANGOLA LIVRE !

ABAIXO O RACISMO !

ABAIXO A DITADURA !

ABAIXO O NEOCOLONIALISMO !


VIVA ANGOLAFRICANA !!!


ABAIXO ANGOLA COLONIZADA !

ABAIXO ANGOLA NEOCOLONIZADA !



Obrigado !


www.revolucaoemangola.blog.com